“Di recente ci siamo trovati ad assistere sgomenti al proliferare di società e gruppi di imprese sorte dal nulla che, sulla spinta indotta dalla situazione emergenziale, si sono candidate improvvidamente a risolvere come per incanto (pur non possedendo né le qualifiche necessarie, né una comprovata esperienza nel settore) i problemi dell’eccezionale domanda esplosa nel Ns. Paese sia per l’approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale che per i dispositivi medici utili a fronteggiare la pandemia in atto.” É quanto dichiara in una nota Massimo Riem, presidente della F.I.F.O. Federazione Italiana Fornitori Ospedalieri – Confcommercio.

“Le Nostre Aziende, che vantano una forte vocazione territoriale – prosegue Riem – si sono poste al fianco dei presidi e delle strutture sanitarie locali, ma questo rapporto è stato ostacolato dalla presenza di alcune norme contenute in alcuni provvedimenti adottati nel corso dell’emergenza la cui ratio è evitare l’acquisto massivo a fini speculativi, con rivendita allo Stato o sul mercato dei dispositivi di protezione necessari a fronteggiare il Covid-19 ad un prezzo esorbitante. Chiediamo  che le Autorità preposte all’approvvigionamento del materiale COVID selezionino sulla base di procedure “snelle”, ma regolate da una serie di “criteri oggettivi” che diano garanzia di professionalità e di una comprovata esperienza nel settore.”