Dichiarazione di Andrea Bonura, Consigliere d’Amministrazione di As.F.O. Sanità.

Finalmente il Piano Nazionale della Cronicità arriva alla Conferenza Stato-Regioni. Per As.F.O. Sanità è senza dubbio una buona notizia. La definizione di un piano strategico sulla gestione delle malattie croniche dovrebbe essere, in un Paese come l’Italia, con la popolazione più anziana d’Europa, una priorità assoluta.

Nel Piano Nazionale della Cronicità viene, giustamente, dato ampio spazio al tema della sanità digitale raccomandando la “promozione e l’impiego di modelli, tecniche e strumenti digitali per la gestione della cronicità al fine di garantire continuità e migliore qualità dell’assistenza, migliore efficacia, efficienza e appropriatezza”. As.F.O. reputa questo molto significativo e importante. Dal punto di vista economico e organizzativo, vista l’ampiezza e la complessità del problema è quanto mai evidente che sarà necessario un intervento profondo e basato principalmente sulle potenzialità delle nuove tecnologie. La telemedicina, e, più in generale, tutto il sistema strumentale che sfrutta il digitale, possono trasformare rapidamente ed in profondità, anche sul piano culturale, il modo di curare e il rapporto tra gli attori del mondo sanitario, con enormi vantaggi per tutti e per il sistema nel suo complesso.

Tuttavia molta è, ancora, la strada da fare su questo versante e il piano evidenzia quattro elementi su cui lavorare. “Integrazione dei sistemi informativi sanitari” perché la condivisione dei dati clinici è essenziale ma ancora troppo poco estesa. “Diffusione della telemedicina” grazie alla quale, con il decentramento delle cure, la riduzione di inutili ospedalizzazioni dei pazienti cronici, dando loro la possibilità di non essere sradicati dalla propria casa e dai propri affetti, si riducono notevolmente i costi sociali ed economici. “Sviluppo di piattaforme di servizi online per i cittadini” per rendere più facile e immediato l’accesso ai servizi sanitari. Infine “Web e salute” per la diffusione di informazioni sulla salute e sull’educazione della popolazione, per facilitare la prevenzione e la diffusione di stili di vita più sani per la crescita del cittadino/paziente che tenga, però, lontani i pericoli dell’auto diagnosi.

Occorre ora un intervento concreto e coraggioso che superi le lentezze registrate fino ad ora e promuova la diffusione di nuove tecnologie, nuove competenze e nuovi modelli organizzativi. La presentazione del Piano Nazionale della Cronicità, da parte del Ministero, va nella giusta direzione. Quello che serve urgentemente è, però, la sua concreta realizzazione, con azioni e investimenti che, tenendo conto delle specificità sociali e territoriali, rendano evidente il passaggio dalla fase dell’ideazione a quella della realizzazione di modelli efficaci e coerenti di gestione della cronicità. Un esempio per partire bene, per passare dalle parole ai fatti, sarebbe quello di realizzare un tariffario per i servizi di telemedicina la cui assenza rappresenta una sostanziale ed insormontabile barriera alla diffusione concreta di questo tipo di soluzioni che pure nel Piano ricopre un ruolo centrale.