Il Ministro Lorenzin, che ha aperto i lavori della IX Conferenza nazionale sui dispositivi medici, rilancia su valorizzazione e dialogo per l’intero settore.

Coniugare innovazione, sostenibilità e sicurezza. Con questo titolo si è tenuta a Roma la IX Conferenza nazionale sui dispositivi medici. Si tratta dell’appuntamento annuale che si avvale dell’intervento dei principali attori del sistema, tra cui ministero della Salute, rappresentanti regionali, esperti nazionali ed europei provenienti dal mondo universitario e industriale, Assobiomedica e tante altre rappresentanze associative delle imprese. Attraverso sessioni e workshop di approfondimento, l’evento ha rappresentato l’occasione per presentare i risultati di alcuni tra i più importanti progetti in essere nel settore e le linee politiche programmatiche per il futuro. Grande spazio è stato riservato all’approfondimento tecnico normativo delle maggiori novità nel campo, che tratteggeranno il settore dei medical device nei prossimi anni.

I lavori della IX Conferenza nazionale sui dispositivi medici sono stati aperti dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “Sul settore industriale, legato al sistema salute – ha detto il Ministro – abbiamo fatto numerosi passi in avanti e soprattutto abbiamo abbandonato il pregiudizio di vedere l’industria come qualcosa che sta fuori dalla porta. Se noi abbiamo un sistema sanitario che continua a splendere con i miliardi di corrette prestazioni che vengono erogate tutti i giorni, creando ricerca, innovazione e un indotto, anche con tutte le ombre che ci sono, è perchè il sistema industria è all’interno del sistema salute. E questo deve essere un elemento di valore e di valorizzazione. Per me, e per il Ministero della Salute, è così e siamo contenti di essere riusciti a portare avanti questo tipo di approccio, con le difficoltà che tutti conosciamo, mantenendo, però, una visione”. “Per quanto riguarda i device – ha proseguito Lorenzin – dobbiamo portare a termine il lavoro cominciato dall’Hta (Health technology assessment) al Fast track per la sperimentazione clinica dei farmaci e dei dispositivi medici. Altro tema da seguire riguarda la valorizzazione dei prodotti ma anche quello delle centrali uniche di acquisto”. “Ho più volte indirizzato, e su questo ci stiamo arrivando – ha poi sottolineato il Ministro- le centrali regionali a lavorare con il metodo di Consip, che su questo ha fatto un ottimo lavoro. Dobbiamo sentire tutte le voci e dialogare con gli operatori sanitari per fare scelte, nella formazione dei capitolati, che tengano conto dell’innovazione e della sua specificità ma anche delle eccezioni che ci possono essere. Per il resto, per il 2017, il lavoro principale per il Ministero sarà quello di avere la garanzia di vedere, tra gennaio e febbraio, i nuovi Lea operativi nella vita dei cittadini”.

Punto centrale della IX Conferenza nazionale sui dispositivi medici è stata la firma del protocollo d’intesa Fast track per la sperimentazione clinica dei farmaci e dei dispositivi medici che consentirà di istituire una procedura veloce per le valutazioni di tali sperimentazioni, assicurando tempi certi e misurabili, a normativa vigente, a cui possano aderire, in maniera volontaria e sottoscritta, tutti gli stakeholders interessati e coinvolti nel processo. “Gli obiettivi del protocollo sono quelli del disegno di legge Lorenzin – ha spiegato Marcella Marletta, direttore generale per i dispositivi medici e diagnostici del Ministero della Salute- a cominciare dalla semplificazione, perchè abbiamo bisogno di superare i problemi legati alle sperimentazioni cliniche sia dei farmaci sia dei dispositivi medici; abbiamo bisogno dell’individuazione di centri di qualità; abbiamo bisogno di superare la difformità nelle valutazioni e di dare tempi più certi. Sappiamo di avere un problema nei tempi rispetto ad altri Paesi e speriamo, con questo protocollo, firmato da tutti gli attori (Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Aifa, Farmindustria, Assobiotech e Assobiomedica), di essere più attrattivi anche per le sperimentazioni cliniche di farmaci e dispositivi oltre che di diventare il primo hub sperimentale. Se la ricerca è un volano economico per i Paesi che in questo momento sono in crisi, vogliamo più ricerca, anche e soprattutto per tenere a casa i nostri ricercatori.”

Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, ha parlato di importanti novità per il settore dei dispositivi medici a partire dal 2017. “Dal primo gennaio – ha spiegato Ricciardi- partiranno tutti i nuovi dipartimenti e i centri dell’Istituto che si occuperanno delle problematiche in questo settore. Avremo un organismo notificato che ha superato la rigidissima valutazione della Commissione Europea attraverso numerose ispezioni e che avrà il compito di rilasciare la certificazione europea per i dispositivi medici. Questo è molto importante per la ricerca: le tante aziende italiane saranno, così, in grado di essere certificate da un ente pubblico. Poi ci sono i nuovi centri specifici come il Centro nazionale per l’Health technology assessement, quello nazionale per le tecnologie innovative in sanità pubblica, quello nazionale per la telemedicina e poi il Centro nazionale per l’eccellenza clinica, la qualità e la sicurezza delle cure che si occuperà delle linee guida di tutto il programma nazionale per aiutare gli operatori a fare al meglio il proprio lavoro”. Le due giornate della Conferenza hanno visto svolgersi incontri e dibattiti incentrati sul monitoraggio dei consumi di dispositivi medici, sulla vigilanza e sulla sorveglianza del mercato con la lotta alla contraffazione, ma anche sull’ Health technology assessment per il Servizio sanitario nazionale, oltre che sul tema dei dispositivi medici in campo estetico.