Presidi anticorruzione nelle strutture, è questa l’iniziativa di ISPE-Sanità che vuole esprimere il proprio impegno contro la corruzione nelle strutture sanitarie laziali.

Come spiega Macchia, presidente di ISPE-Sanità: “il fenomeno della corruzione va arginato agendo su più livelli […] Sul piano politico, con iniziative sul territorio che rappresentano il cuore dell’attività di sensibilizzazione”.

È questa l’iniziativa messa in campo a seguito del nuovo caso corruzione che ha investito la sanità pubblica e che ha visto l’arresto di nove tra dirigenti dell’Asl e imprenditori, mentre sono indagate dieci persone per falso e traffico di influenze.

L’indagine condotta da ISPE-Sanità, Trasparency International Italia, Censis e RiSSC riportata nel Rapporto 2016 “Curiamo la Corruzione” evidenzia chiaramente gli ambiti a rischio:

  • Le gare d’appalto (82,7% degli intervistati)
  • La realizzazione di opere (66% del totale).

È per tale ragione che in occasione della seconda Giornata Nazionale contro la Corruzione in Sanità, ISPE-Sanità lancia un appello alle Aziende Sanitarie Locali e alle Aziende Ospedaliere di installare al loro interno delle postazioni anticorruzione che, oltre ad avere una valenza simbolica, sono anche un importante strumento per esprimere concretamente l’impegno contro la corruzione.

Secondo Macchia, presidente ISPE-Sanità: “In ciascuna struttura sanitaria aderente all’iniziativa si richiede di installare una postazione anticorruzione, presidiata e ben riconoscibile, gestita da volontari delle associazioni di professionisti dell’area sanitaria e delle organizzazioni di cittadini.[…] Sarà distribuito materiale informativo e saranno invitati i partecipanti a esprimere il proprio impegno contro la corruzione attraverso un’azione simbolica oppure a dare testimonianza di un esempio virtuoso nell’ambito del nostro SSN”